Tema principale a interzum 2015: la stampa 3D

Con forza in un futuro complesso




Gli esperti si attendono dalla produzione generativa una rivoluzione industriale – anche nell’industria del mobile.

Anche se la stampa 3D già dal suo sviluppo negli anni ottanta ha preso sempre più piede nella costruzione di autoveicoli e nel settore medicale, questo metodo di produzione non si è ancora potuto imporre nel settore mobiliare. Se si crede agli esperti, però, anche nell’industria del mobile è imminente la quarta rivoluzione industriale. A interzum in ogni caso, è stata dedicata un’intera piazza al tema della stampa 3D, con tanto di esposizione e forum di conferenze.

Fondamentalmente nella stampa 3D si tratta di strati sovrapposti di una stampa 2D. Alle stampanti – pressappoco come nelle stampanti tradizionali – viene inviato un file (nella fattispecie un file CAD) che frammenta il modello tridimensionale in sottili strati bidimensionali.

Ma questo cosa significa per l’industria del mobile? La produzione generativa offre delle possibilità di creare forme in parte del tutto nuove, che offrono anche un notevole potenziale di risparmio del materiale utilizzato. Progetti con geometrie complesse, cavità, sottosquadri o componenti mobili sono così realizzabili per la prima volta, o perlomeno sono più semplice da eseguire. “La stampa 3D offre l’occasione unica di creare quasi senza limiti tecnici“, afferma il designer Sven Eberwein, entusiasta delle nuove possibilità. “Si lavora in modo più libero rispetto ad altri procedimenti, poiché quasi non ci si deve confrontare con barriere tecniche. I prodotti progettati in modo puramente digitale e poi realizzati, sviluppano un’estetica completamente nuova e avanguardistica.” In tal modo cambia naturalmente anche il processo del design: “Si tratta di trovare e creare delle forme in modo puramente digitale con l’impiego di diversi strumenti per la modellazione e di scripting”, spiega Eberwein. “I CAD tool non vengono utilizzati come strumenti di realizzazione, bensì di creazione. È un processo di design intuitivo, alla fine del quale si trovano dati in 3D stampabili. Poiché vengono meno i tempi di sviluppo, questo processo di creazione è più veloce di altri procedimenti.”

Per la creazione delle sue lampade Petala SLS e Cynara SLS Eberwein ha tratto modello dal regno delle piante; le loro forme vogliono richiamare associazioni con petali e foglie. Forma e intensità della luce possono essere modificate attraverso un meccanismo a vite.

Con il tema della riduzione del peso attraverso la stampa 3D si è occupato ad esempio l’Istituto Fraunhofer che con l’Università delle Arti di Folkwang ha sviluppato il “Cellular Loop”. La sedia cantilever creata dalla Prof.ssa Anke Bernotat, ha la forma di un nastro di Möbius infinito e senza giunzioni e offre all’osservatore la sua insolita struttura cellulare, ispirata all’architettura di ossa e diatomee che per millenni hanno creato un rapporto ottimale fra impiego di materiale e solidità. Leggero e tuttavia stabile, il Cellular Loop vuole riunire in sé rigidità ed elasticità. Ogni singola cellula della sedia può inoltre essere adeguata al carico puntuale e quindi adattata in modo ottimale al peso e alla posizione di seduta preferita dall’utilizzatore, mentre la forma esterna rimane invariata.

Il gruppo svedese di design Front ha riconosciuto il potenziale della stampa 3D sin dagli albori di questo sviluppo e per la sua serie di mobili Sketch, già nel 2004 ha riunito insieme ben due procedimenti: uno schizzo disegnato nell’aria viene registrato attraverso Motion Capture e trasformato in un file 3D digitale dal quale, attraverso la stampa 3D, risulta poi un mobile reale.

Un metodo completamente diverso hanno invece scelto i due designer Kuniko Maeda (Tokyo, Giappone) e Minale MaedaMinale (Napoli, Italia) del design studio Minale Maeda di Rotterdam per la loro collezione “Keystones“. Il design della collezione riduce la creazione ad un unico connettore prodotto con la stampa 3D. Il “Keystone” così creato tiene insieme gli altri componenti – come ad esempio controventi, gambe e piani di tavoli costruiti in legno normale. Mobili individuali, di dimensioni e materiali variabili, possono così essere realizzati nell’ambito della collezione. Inoltre è possibile ridurre notevolmente l’impegno logistico. Inoltre è possibile ridurre notevolmente l’impegno logistico.

Ma tutto ciò diventerà presto realtà o rimarrà solo un sogno futuro che si limiterà tutt’al più ad un paio d’oggetti d’esposizione per le gallerie? Al momento, infatti, la produzione è ancora molto costosa. Uno sgabello di semplice costruzione può costare già 8.000 Euro. Poiché però nel 2009 sono scaduti alcuni importanti brevetti, negli ultimi anni ci sono stati alcuni sviluppi nel campo della stampa 3D. Con la tendenza verso crescenti spazi costruttivi degli impianti e nuovi combinazioni di materiali si aprono anche sempre più possibilità nuove nell’industria del mobile. Tuttavia in questo settore i prodotti dalla stampa 3D per il momento si limiteranno a pezzi piccoli in materiali sintetici o metalli, come ad esempio serramenti, maniglie e ganci o a elementi di congiunzione con geometrie complesse. Però ad un futuro in generale della produzione attraverso la tecnica di stampa crede anche Ursula Geismann, analista delle tendenze dell’associazione tedesca dell’industria del mobile (Verband der Deutschen Möbelindustrie): “Credo sì che questo possa suscitare una rivoluzione industriale – ma forse più fra dieci che fra cinque anni.”


Fonte: Koelnmesse, stampa gratuita.